Ricordando Raffaello Pecchioli

Oggi 13 Maggio 2019, una serata interamente dedicata a Raffaello Pecchioli.

Grazie a Chiara Recchia dell’ Associazione Culturale Il Castello di Prato che ha organizzato la serata,

grazie ad Alessandro Attucci per l’ amicizia e la partecipazione e a tutti coloro che interverranno.

Saranno letti alcuni pezzi tratti dal libro inedito.

Vi aspettiamo numerosi!

Chiesa di San Bartolomeo, Piazza Mercatale, Prato. Ore 21.15.

Sara Pecchioli

invito Pecchioli 13-05-2019

Piacevoli sorprese

Oggi, una giornata da ricordare, per tre motivi:

Primo, sono stata contattata da Simone Berni www.cacciatoredilibri.com, per un progetto molto interessante che riguarda la casa editrice “Viridiana”. Un progetto che mi piace molto, di cui ancora dobbiamo parlare, ma che sono sicura sarà molto bello. Vi terrò aggiornati.

Secondo, ho scoperto, grazie a Simone Berni, che il libro “Gnomiade” era originariamente dotato di una sovraccoperta, che io non ho mai avuto.

Terzo, oggi sono stata da Emmaus, dove solitamente vado proprio alla ricerca di libri vecchi del babbo e cosa ho trovato li ad aspettarmi? ma il libro “Gnomiade” con la sua bellissima sovraccoperta! :-)

Bè, sono felice.

Sara

Gnomiade

Via delle Bocche del Lupo, 73

copertinaPDBDopo qualche anno di stallo, finalmente eccomi qua di nuovo alla carica, per realizzare questo progetto! Pubblicare finalmente il Romanzo inedito di mio padre “Via delle Bocche del Lupo, 73”.
Amici, amanti dei libri! sosteniamo uno scrittore pratese che ha amato la sua Prato e che merita di non essere dimenticato! Il libro é stupendo, una storia tragicomica, profonda e ricca di risvolti inaspettati e di spunti di riflessione.

DAL ROMANZO
” Era stato  perché, troppo presi dalla frenesia dei giovani anni, la vera vita, come acqua, aveva finito per sfuggirci di tra le dita e per perdersi, seccandosi, in rivoli innumerevoli, lontano dal corso burrascoso, ma infine ineludibile, del fiume dell’esistenza”.

“Vi é, nascosta tra le pieghe del tempo, la tragicità del vivere, del nostro andare senza un perché su questo piccolo globo tempestoso che é la terra.”

DI COSA PARLA IL LIBRO:
Toscana. Nella cittadina di Borgo al Cornio, tre amici, Carlo, Ulisse e Antonio sono legati da una grande amicizia e da un tragico destino.
I tre compagni di infanzia condividono fin da bambini le prime esperienze di vita, gli ideali politici, gli slanci rivoluzionari contro il potere delle istituzioni (potere che invece di mettersi al servizio del popolo, lo sottomette per fare i propri interessi), e sognano per loro un futuro migliore.
Per varie vicissitudini ognuno di loro dovrà scontrarsi con una realtà ben diversa. Presto si ritrovano a dover accettare la sconfitta degli ideali della giovinezza e a fare i conti con la rabbia e il senso di impotenza e frustrazione che si prova inevitabilmente quando  le proprie speranze rimangono disattese.
Infatti presto tra Carlo e Ulisse qualcosa si rompe e i due, delusi entrambi dalle proprie scelte di vita, diametralmente opposte alle promesse fatte in gioventù, per molti anni smettono di frequentarsi ignorandosi completamente. Fino a che comincerà tra loro un’ intensa corrispondenza fatta di lunghe lettere, un duello in punta di penna lo definirà Antonio, nelle quali entrambi si confesseranno  avvenimenti della loro vita fino ad allora taciuti.
La storia é narrata da Antonio il quale avrà il compito di mettere insieme le lettere di Carlo e Ulisse e ricostruire così i fatti che hanno portato i due amici all’epilogo finale.

 

Ritratti

Raffaello e Franco 1970_a

Franco Faggi, un Amico, un Poeta, uno dei pochi che hanno intimamente conosciuto mio padre. Si conobbero tanti anni fa, anni 70 o giù di li, quando il babbo aveva aperto la casa editrice “VIRIDIANA” con l’ intento di promuovere giovani scrittori e poeti talentuosi, pubblicando le loro opere. Franco inviò le sue poesie al Babbo al quale  piacquero subito, tanto che lo chiamò, si conobbero e il libro fu pubblicato.  Da li é nata una amicizia che, ad intervalli più o meno lunghi, si é mantenuta fino in fondo, ed esiste tutt’ ora,  grazie all’ affetto, di cui Franco mi rende partecipe, verso un amico che anche se non c’é più, vive per sempre.

E proprio in questi giorni mi é arrivata una e-mail da Franco con allegata una bellissima foto di due quadri appesi l’ uno accanto all’ altro, che rappresentano i loro ritratti dipinti dal babbo nel 1969. Stupendi. Meravigliosi. Grazie Franco per questo bellissimo regalo che porterò sempre nel mio cuore.

Sara

 

Raffaello e Franco 1970_a

Leopoldo Paciscopi – Pittura e scrittura come pensiero libero

IMG_8549Giorni fa mia sorella Daria é stata contattata da Leopoldo Paciscopi, giornalista e scrittore toscano, che negli ultimi anni aveva stretto una forte relazione di stima ed affetto con nostro padre. Si sentivano spesso, soprattutto la domenica, quando usciva l’ articolo del babbo nella rubrica “Benedetti Toscani” sul Giornale della Toscana, per parlarne insieme e fare commenti e considerazioni. Benché non si conoscessero da tanto, tra loro si instaurò subito un feeling molto profondo, bastava poco per capirsi.Fu Leopoldo Paciscopi a convincere il Babbo a pubblicare “Quaderno Rosso” scrivendo per lui un bellissimo articolo di presentazione sempre su “Il Giornale della Toscana”.

Con grandissimo piacere abbiamo ricevuto l’ invito da Leopoldo a partecipare all’ inaugurazione della sua mostra di opere “Leopoldo Paciscopi – Pittura e scrittura come pensiero libero” che sarà presente a Fiesole dal 3 al 31 ottobre 2015 alla Sala del Basolato del Comune.

All’ interno della mostra si trova  anche un quadro dedicato proprio a nostro padre del 2009, inoltre un testo di mio padre del 2005, compare come introduzione ad una parte della mostra “Le Ragioni del Verde”.

La mostra é molto bella, consiglio a tutti di andare a visitarla,  le opere rappresentano il lungo itinerario umano e artistico di Leopoldo Paciscopi dal 1946 al 2009.

L’ ingresso é libero.

Buona mostra!

Sara Pecchioli

Nel fondo

nel fondo_nAncora un evento che vede le poesie di Raffaello Pecchioli protagoniste di uno spettacolo teatrale. Sara Bonci, Chiara Cappelli, Ciro Gallorano, Filippo Mugnai hanno messo in scena lo spettacolo “Nel Fondo” ( leggi l’ articolo) con la regia di Ciro Gallorano lo scorso 18 Settembre 2015 al teatro Comunale di Bucine. Un libero riadattamento di “Bassifondi” di Gork’ij : quattro personaggi uniti da un destino truce, adesso costretti a vivere in un misero scantinato composto scenicamente da fogli di quotidiani sparsi – la continuità ciclica e distruttiva della storia – da bottiglie vuote che sembrano ricordare la perduta speranza dei protagonisti, che oramai trovano solo un apparente e temporale sollievo nell’alcool”.

Veramente bravi questi quattro giovanissimi attori che si trovano ad affrontare il tema dell’ emarginazione sociale, della solitudine dell’ anima che non ha più speranza per credere ancora nel futuro. Toccante, per me, l’ inizio dello spettacolo, con i personaggi immobili per diversi minuti, che ci guardavano,  alcuni disperati, alcuni dormienti, altri quasi inespressivi, ad evidenziare la riluttanza che spesso si ha quando siamo costretti a fare i conti con la propria disperazione, con la triste realtà che ci circonda.

Di contorno le poesie di Raffaello Pecchioli, che hanno accompagnato e dato voce ai pensieri nascosti dei personaggi, tra queste: La lupa, Indossò abiti nuovi, La piccola Morte, tutte tratte dalla raccolta “La Piccola Morte” edito da Viridiana del 1975, ed alcuni frammenti di “Quaderno Rosso”. Eccone una:

LA LUPA

Morbida pelle, si nascose la lupa
dentro un cespuglio di erba e di sterpi:
dai denti luccicava sotto la luna
la sua fame fredda, e il suo odio rovente.
Nessuno più l’ attendeva nella tana:
vuota dai guaiti e con ossa sparse.
Un odore suo rimaneva nel chiuso
con escrementi di morte.
E la luna tagliò il cielo con la lama rotonda;
il vento le drizzò sulla groppa un ciuffo di peli:
balzò in avanti con mascelle a tenaglia
ad occhi chiusi a mordere la morte.

Quindi un grazie sincero a Ciro Gallorano, per aver colto in queste poesie tutto il valore di cui sono intrise, e per aver contribuito a farle conoscere, a farle ascoltare. Grazie a tutti gli attori, bravissimi, che sono riusciti ad arrivare al pubblico che, numeroso, li ha applauditi calorosamente.

Sara Pecchioli

 

 

Grazie

Non so da dove cominciare. Posso solo dire grazie. Devo innanzitutto ringraziare i ragazzi di Prospettiva Capaneo, Matteo Cecchini, Valentina Cipriani, Lorenza Guerrini e Alessandro Conti senza i quali tutto questo non sarebbe potuto accadere. Fu Valentina a contattarmi lo scorso novembre per chiedermi se potevano utilizzare il testo di mio padre per farne un nuovo spettacolo teatrale. Fui subito, insieme alle mie sorelle, entusiasta della proposta, acconsentimmo immediatamente. L’ idea che questi giovani si fossero appassionati ad un testo di mio padre, mi portò subito l’ immagine di un seme che stava germogliando ed ho immaginato la gioia che avrebbe avuto il Babbo nel vedere che il suo racconto era entrato nei loro cuori. Perché così é stato, l’ intensità e la bravura che hanno dimostrato in scena non può voler dire che questo. Era nell’ aria l’ atmosfera della Rasoia, il vento ed il freddo, la neve prossima ad arrivare, il profumo del fuoco che arde nel camino, le risate di Carruba. Hanno saputo dare voce all’ animo del protagonista, entrare dentro al testo e farlo loro, trasferendo a noi, pubblico, tutte le sensazioni che esso racchiude.  Tutti coloro che hanno partecipato si sono sentiti colpiti e coinvolti, immersi in questo racconto che porta con se tante emozioni, una su tutte, la forza antica del bene che vince sul male.

Devo inoltre ringraziare Andrea Franchi che insieme a Matteo Cecchini ha ideato le due serate ad Officina, suonando dal vivo la colonna sonora dello spettacolo, tra cui la splendida La Piccola Morte ispirata al testo di una poesia di mio padre del 1975, e regalandoci a fine spettacolo due canzoni bellissime, (una delle quali fa parte di un nuovo album che uscirà il prossimo Marzo), un altro momento molto poetico.

Ringrazio Simone Mangani, Assessore alla Cultura di Prato,  sul quale ho potuto contare per organizzare queste due serate dedicate a mio padre. Ringrazio Umberto Cecchi che ha partecipato ricordando il Babbo e presentando la prima serata e Riccardo Mazzoni, che anche se non é potuto essere presente a causa dei suoi impegni lavorativi a Roma, mi aveva inviato un testo scritto da lui che Mangani ha potuto leggere al pubblico nella seconda serata.

Insomma ancora grazie a tutti, anche e soprattutto a chi ha partecipato, ai numerosi amici che ci hanno fatto sentire tutto il loro affetto e che hanno risposto così positivamente presentandosi veramente in tanti. GRAZIE AMICI!!!

Ci saranno altre occasioni per vedere questo spettacolo, e chi ama la poesia e il teatro non potrà mancare.

Omaggio a Raffaello Pecchioli

invito officinaMartedì 27 e Mercoledì 28 Gennaio va in scena IL TOPO ad Officina Giovani.

Lo spettacolo é a cura di Prospettiva Capaneo e Andrea Franchi, con il contributo di Officina Giovani e il Comune di Prato.
Ad Umberto Cecchi il compito di presentare la serata del 27, mentre il 28 sarà presente Riccardo Mazzoni.

L’ ingresso é libero, fino ad esaurimento posti, per questo si consiglia la prenotazione specificando il numero di partecipanti ed il giorno scelto.

Per info e prenotazioni si prega di mandare una mail a: info@sarapecchioli.it

VI ASPETTO NUMEROSI!

 

Torna in scena “IL TOPO”

PrintSono molto lieta di annunciare che  IL TOPO – RACCONTO DI NATALE tornerà in scena.

Ecco la prima data:

PROSPETTIVA CAPANEO presenta lo spettacolo DOMENICA  21/12/2014  ore 17.30  al Circolo la Terrazza, Via Faentina, 75a – Loc. Ronta – Borgo San Lorenzo.

Gli attori  Valentina Cipriani, Matteo Cecchini, Lorenza Guerrini e Alessandro Conti lo presentano così:

Un racconto breve straordinario, attraversato da numerose presenze, da epifanie improvvise e illuminanti che vive di immagini tanto poetiche quanto reali.
Un ragazzo (forse lo stesso autore?) si rifugia nella campagna Pratese per dimenticare un amore malato. L’ultimo bastione d’umanità che si è lasciato alle spalle è una locanda gestita dalla Bruna, verace ostessa, a cui periodicamente fa visita per rifornirsi di provviste. Il Natale è alle porte. E una violenta nevicata potrebbe lasciarlo isolato per settimane. Accanto a sé ha Carruba, un bambino, o meglio una presenza. Sarà reale o solo frutto dell’immaginazione di un ragazzo che ha scelto l’eremitaggio? Insieme hanno un obiettivo certamente più concreto: catturare Jack il Nero, un topo di dimensioni eccezionali.
Ebbene in quell’antivigilia del Natale del 1965 qualcosa scosse questa particolare quotidianità.
Uno straniero si appostò alla quercia.”

Regia di Matteo Cecchini – Musiche di Andrea Franchi. Per maggiori info clicca qui.foto libro iltopo rett

Per l’ occasione abbiamo ristampato il libro, che contiene anche una nota di Walter Nesti. Per chi di voi ancora non lo avesse letto oppure lo volesse regalare, lo può trovare presso la LIBRERIA GORI a Prato, oppure può inviare una mail a info@raffaellopecchioli.it .

 

“Signor Editore”

Ho provato di nuovo a parlare con il “Signor Editore”, cercando di capire se ci fosse la possibilità di risolvere la questione in modo pacifico. Ho trovato davanti a me un muro. Insomma, pare che costui, voglia tenersi il libro di mio padre per i prossimi 20 anni.
“Hai firmato un contratto” continuava a ripetermi, come se a questa lapidaria affermazione non si potesse in alcun modo trovare rimedio. Ovviamente non é così e se ne dovrà rendere conto anche lui.

Davanti a tanta arroganza e presunzione, non posso altro che…ridere. Piccoli uomini che si sentono potenti non si sa per cosa,  forse per i soldi e la posizione che hanno, che usano il loro “potere” per darsi importanza. Mi ha detto essere stata per lui “una brutta esperienza” questa vissuta con noi sorelle Pecchioli, a me sembra un po’ eccessivo come espressione, le brutte esperienze sono altre a mio avviso, questa semmai la considererei spiacevole, ma risolvibilissima, basterebbe volerlo.

E siccome proprio in questi giorni, purtroppo, ne ho vissuta una molto brutta sulla mia pelle, ripenso al “Signor Editore” e a questa vicenda, e davvero mi vien da sorridere pensando a come, certi uomini e loro piccole battaglie, siano semplicemente ridicoli.

Poi mi sono alleggerita ulteriormente, disegnando questa vignetta che rende molto bene l’ idea.

il contratto

 

 

 

 

Un divorzio non consensuale

E’ molto che non scrivo su questo blog, in realtà avrei voluto farlo per dare finalmente la notizia della pubblicazione del libro di mio padre, ma purtroppo questa notizia non ve la posso dare. Ai molti che mi chiedono notizie sulla prossima uscita del libro, rispondo con questa lettera:

Lo scorso Maggio, un caro amico, mi aveva parlato di una casa editrice molto valida di Firenze, alla quale avrei potuto sottoporre il libro. Decido, insieme alle mie sorelle, di provare,  inviando il manoscritto. Dopo la lettura del romanzo da parte di persone qualificate mi comunicano la loro disponibilità a pubblicarlo, con la clausola della stipula di un contratto, e l’ impegno da parte nostra dell’ acquisto di 300 copie del libro a 10 euro cad. Per me e le mie sorelle la cifra é importante, ma allettati dal fatto che ci promettono la distribuzione del libro a livello nazionale, decidiamo di imbarcarci in questa avventura.

Firmiamo l’ accordo e in quella occasione ci viene comunicato che i diritti d’ autore rimaranno di proprietà della casa editrice per i prossimi 20 anni. Decidiamo insieme all’ editore di apportare una rilettura del testo da parte di un editing per eliminare errori di battitura ed eventuali refusi, operazione che ci costa 250 euro ma che decidiamo di fare per avere il meglio per il libro di nostro padre.

Arriviamo a fine luglio, l’ editore mi invia una decina di pagine corrette per verificare se ci siamo capiti sul tipo di intervento da fare, e dopo qualche giorno rispondo che no, non ci siamo capiti, ribadisco che non voglio siano apportate modifiche al testo, ne correzioni di parole, di frasi o periodi, ma solo le correzioni ortografiche, di punteggiatura e refusi.

Dopo un mese, il 25 agosto per la precisione, mi arrivano tutte le 300 pagine corrette. L’ intervento fatto al libro é ancora troppo pesante e decido di incontrarmi con l’ editore per discuterne.

L’ incontro avvenuto i primi di settembre é meglio che non ve lo racconto, diciamo che tra me e l’ editore si sono create delle divergenze e delle incomprensioni importanti, e dopo aver pagato i 250 euro per un editing, per me, completamente da rifare, me ne vado con l’ intenzione di parlarne con le mie sorelle e decidere il da farsi.

Ed eccoci al dunque. Decidiamo di interrompere il lavoro, in quanto per noi, é decaduta la fiducia e la tranquillità che occorre tra due parti che si impegnano per un progetto comune. Spieghiamo gentilmente all’ editore che ci vogliamo tirare indietro, disponibili a sostenere qualsiasi cosa sia richiesta per annullare il contratto e riavere il libro di nostro padre.

Ma la risposta dell’ editore non é positiva, ad oggi, si oppone ad annullare il contratto e quindi di conseguenza, blocca noi ad un eventuale altra pubblicazione, in quanto, con il contratto ancora in essere, i diritti d’ autore del libro di mio padre, sono loro,  per 20 anni.

Sono molto amareggiata, non capisco perché si debbano impuntare ad avere un manoscritto che mai pubblicheranno e di cui non gliene importa niente ( l’ editore non lo ha neppure letto!), impedendo a noi di poterlo utilizzare. Ho cercato di spiegare il valore affettivo che questo libro ha per noi, a scusarmi, a ribadire che siamo disposte ad assumersi le nostre responsabilità nel caso ci fossero delle penali da sostenere, ma niente, questo divorzio non può essere consensuale.

Ecco il motivo per cui ancora il libro non é stampato, mi dispiace che la nostra poca esperienza in merito, ci abbia portato a questa  situazione. Posso dire che faremo tutto quello che é in nostro potere per riavere ciò che é nostro, e sono sicura che ce la faremo, prima o poi. E  lo pubblicheremo, a Prato, tra noi, come ha sempre fatto nostro padre, con l’ amore e la determinazione di un Artisita che amava scrivere, che era libero, e che si teneva lontano, sempre, dalle persone di scarsa sensibilità.

Sara Pecchioli

 

 

 

 

 

 

“Omaggio” ad Andreotti su I’mmalaparte

Condivido con Voi solo alcune delle numerose vignette che comparvero su “I’mmalaparte” tra il 1987 e il 1990.Queste che posto sono del 1989, e portano la firma di “Gatto” tranne la prima che è di “Birifondi” e l’ ultima di cui non sono riuscita decifrare la firma e che è datata 1987.
Buon divertimento!

Nostalgia

Nostalgia. E’ proprio così. A volte la senti che esplode da dentro e non puoi far altro che assecondarla, farla emergere, sfogarla. Per farlo vai a riguardare le foto, rileggere le cose scritte, chiudi gli occhi e ricordi un evento, una giornata, una carezza, una litigata, un abbraccio.Tra tutte le foto che ho visto questa mi ha colpito in particolare modo. Sei nel pieno della gioventù con i tuoi fogli davanti, sorridi timido alla persona intenta a fotografarti. In quel sorriso mi ci rivedo. Eri proprio bello!

Leopardi

“Quando una persona in difficoltà riesce a trovare, anche solo mentalmente, una alternativa possibile che lo possa salvare dall’ irreparabile, allora vuol dire che ancora ci può essere la salvezza…”
E’ una frase che ho sentito dire in questi giorni a mia cognata, riferendosi ad un suo conoscente.

Subito mi sei venuto in mente tu, quando mi raccontasti come, nel 2009 in sala rianimazione all’ ospedale, riuscisti a salvarti recitando mentalmente le poesie di Leopardi. Mi dicesti che quando già ti avevano risvegliato dal coma il tuo stato di semi incoscenza non ti permetteva di esprimerti e di muoverti, ma sentivi le voci degli infermieri, percepivi suoni e ombre, sentivi le mani dei dottori sul tuo corpo, e quella orribile sensazione di impotenza fisica. Ma non quella mentale.

Grazie a Leopardi dunque, per aver aiutato il nostro babbo a rimanere insieme a noi per un’ altro po’…

Alla Luna
di Giacomo Leopardi

O graziosa luna, io mi rammento
che, or volge l’anno, sovra questo colle
io venia pien d’angoscia a rimirarti:
e tu pendevi allor su quella selva,
siccome or fai, che tutta la rischiari.
Ma nebuloso e tremulo dal pianto
che mi sorge a sul ciglio alle mie luci
il tuo volto apparia, che travaglio sa
era mia vita: ed è, né cangia stile,
o mia diletta luna. E pur mi giova
la ricordanza, e il noverar l’estate
del mio dolore. Oh come grato occorre
nel tempo giovan, quando ancor lungo
la speme e breve ha la memoria il corso,
il rimembrar delle passate cose,
ancor che triste, e che l’affanno duri !

Canti


GOTT MIT UNS – DIO CON NOI
E’ una raccolta di Canti scritti dal Babbo.

Parte di questi “poemetti in prosa” di Raffaello Pecchioli furono “letti”, nel marzo del 2003, sempre al Metastasio, da Pamela Villoresi, che li definì una “sorta di addio letterario al Novecento”. “I soggetti dei poemetti, come indicano alcuni dei titoli (Il Bisenzio, Immortalità di Teseo, Zingaro come me), privilegiano quel dialogo che mai deve interrompersi tra l’uomo e la natura ma, anche, rilevano il bisogno che esso ha (l’uomo), di “capire” le esperienze del vivere prima attraverso i miti ma, subito dopo, con l’ausilio della fantasia.
Altri titoli sono: Alla madre, Giudice accusatore, Elegia in morte di una farfalla”.

Nel settembre 2011 i canti furono presentati nuovamente al Metastasio a cura di Paolo Magelli
con Francesco Argirò, Alberto Baldi, Monica Bauco, Michele Carli, Antonella Miglioretto.
Introduzione di Umberto Cecchi

XII. ALLA MADRE
—————
Io so dov’è il tuo corpo, ma non so dove sia la tua anima, ché da troppo tempo non mi rispondi e lasci che le mie domande, i miei richiami, rimangano senza risposta. Ma forse sono io che la tua voce non so distinguere tra i tanti silenzi che mi circondano, in questo momento della mia vita. Eppure, rammenti certo di quanto avessi bisogno dei tuoi rimproveri e delle tue carezze; rammenti di come riuscissi sempre a coinvolgere la tua sensibilità nelle mie disavventure. E dunque, madre, perché ora non più? Io non posso pensare che la morte sia solo morte e vuoto totale; che oltre al corpo muoia anche l’anima, che è parte, lei sì a differenza del corpo, del respiro dell’universo, a cui certo ritorna. Vuol dire forse che lo spirito di colei che è morta è divenuto insensibile al dolore che è della materialità vita? Io non credo che la dimensione in cui ora ti trovi non ti permetta di comunicare con me, non lo credo. Cosa c’è che non va? Può darsi che sia solo io incapace, e che tu faccia ogni sforzo per essermi presente. Magari sei tra le pagine di un libro che io sfoglio, racchiusa in una frase, nascosta in un nome, presente in una parola. Forse sei nella luce dell’alba o nel sole di mezzogiorno e allora, perché non ti avverto? Cara madre, che devo fare? Dimmi…

Cinquecento



La Cinquecento del Babbo faceva parte di lui. Erano un tutt’ uno. L’ aveva scelta. Lei, e solo lei, lo accompagnava nei suoi “viaggi”, dal tabbaccaio, dal giornalaio, alla Conad, in comune, alle conferenze stampa, da me per venire a fare un saluto al suo nipotino. La Cinquecento era La Macchina, le altre, solo roba di poco conto. Ogni volta che ci diceva di essere stato fuori con la “cinquina”, ringraziavamo non si sa chi, per averlo fatto tornare a casa sano e salvo. Ogni viaggio era un’incognita, non solo per la scarsa affidabilità del mezzo (risalente agli anni ’60 circa), ma anche perchè l’ andamento calmo e quiete del suo guidatore, certo non ci faceva stare tranquille, dato il caotico traffico di oggi giorno.

Rigorosamente parcheggiata davanti alla sua abitazione, se per caso qualcuno gli faceva lo sgarbo di rubarle il parcheggio, erano guai. Ferito nel profondo, non aveva pace fino a che non poteva rimetterla nel posto che le spettava. Appena ci riusciva, l’ ignaro colpevole si prendeva, a sua insaputa, un bel “Vaffa”…

Una delle prime cose che mi dissero quando te ne sei andato, è stata proprio che non vedere la Cinquecento difronte a casa tua era strano, inconsueto, irreale. La Cinquecento c’ era sempre, e di conseguenza anche te. Una sorta di garanzia.

Oggi, dopo un anno di silenzio e solitudine, la tua Cinquecento finalmente ha trovato un nuovo “protettore”. Tuo genero Gabriele l’ ha rimessa in moto e portata con se, per sistemarla e perchè no, riutilizzarla! Lo spero con tutto il cuore, so che è in buone mani, e sapere che la potrò vedere viaggiare di nuovo per le strade di Prato, mi rallegra e mi da felicità!

Nel 2004 la Cinquecento fu rubata, fu un duro colpo, ma per fortuna venne ritrovata, seppur un pò ammaccata, pochi giorni dopo. Il Babbo ovviamente le dedicò una poesia che voglio condividere con Voi:

lunedì 25 Ottobre 2004

ELEGIA
____________________

Bianca, da Re, la vesta:
purezza di colore,
interno di tepore,
contenuta armonia – di sommo bene.

Piccola pure. Al nero
avverarsi di notte,
ribaldo mormorio,
vegliata invan. Dal turpe

nascosto ladro, infame,
triste, nell’ occhio torvo,
appetita per brama,
s’aprì, vinta e negletta.

E fu chioccio singhiozzo,
l’ accensione molesta
per fili uniti assieme,
a produr la scintilla.

Or per terre lontane,
chissà per dove o quando,
di me le sovverrà,
l’ usata guida al passo.

Rimpiangerà, scommetto,
l’ andar per strade assieme,
soli, senza nessuno,
alla bella ventura.

Raffaello Pecchioli

Anniversario


Ci siamo, un anno è trascorso. Le parole a volte sono davvero inutili ed insignificanti. Quindi voglio ricordarti con questa poesia, tua. Non so di che anno sia, ma è stata scritta con la macchina da scrivere, il foglio è ingiallito, direi anni 80:

C’è sempre un’ altra volta
nella vita dell’ uomo.
E se cade il giorno,
se l’ alba vorrebbe nascondersi,
allora, vuol forse dire
che non ci saranno più giorni?
Che altre albe non verranno?
Così sono fiero
di sapere che ci sarà un’ altra volta
e ansioso di ascoltarne il fiato.
Sarà come un alba, appunto:
timorosa, e che sembra
che la notte voglia riprendersela;
ma a passi, incerti sia pure,
si afferma con sicurezza
quando dice:
“Ecco, io sono”.
Con rumori di ali,
magari riflessa nel blù lucido delle strade,
così la guardi
e dici che é tua, che per te é nata,
col cadere delle foglie,
prima impensabili.
Così verrà timorosa
e quando mi vedrà
dirò di essere nato, ancora,
un’ altra volta.

Raffaello Pecchioli

Una piacevole sorpresa

1997
IL TOPO
Racconto di Natale
Carlo Zella Editore

Stamani ho aperto la posta e ho trovato l’ e-mail di una mia amica alla quale per Natale ho regalato “Il Topo”. Voglio condividerla con Voi:

“Sara, ho appena finito di leggere il racconto di tuo padre.
Nulla togliendo alla rappresentazione teatrale, ma come succede quasi sempre, il libro è di gran lunga migliore!!! mi è piaciuto molto, partito in sordina ha un finale esplosivo, direi sorprendente. Mi ha colpito tantissimo la scelte delle parole, si capisce proprio che era un poeta, l’attenzione a rappresentare le immagine e lo stile pulito, senza mediazioni con se stesso. Poi se un giorno vorrai ne riparliamo, per il momento di ringrazio di avermelo regalato, è davvero un bel regalo!!”

Si cara amica, era un poeta, un grande poeta. Sapeva utilizzare le parole giuste, quelle che appena le leggi non puoi far altro che dire “si anche io avrei voluto dire queste parole per descrivere questa cosa, ma non ci sarei mai riuscita!”. Quelle erano le parole adatte, nessun’ altre.
La magia dello scrittore…


Progetti per il nuovo anno

I progetti per il nuovo anno sono molti. Per cominciare aprirò a breve la pagina dedicata alle letture preferite dal Babbo. Ci sono un’ infinità di libri a casa sua, ma negli anni vedevo che qualcuno in particolare lo rileggeva periodicamente ed è a quelli che voglio prestare attenzione. Primo fra tutti sarà “Il Diario di Anna Frank” lo portava sempre con se, anche in ospedale, anche l’ ultima volta.

Poi mi dedicherò alla pubblicazione del suo nuovo Romanzo “VIA DELLE BOCCHE DEL LUPO 73“. Doveva uscire a marzo dello scorso anno, l’ impaginazione era stata già completata e i testi già rivisti.
Per questo progetto ho bisogno di tutti voi, perchè dovremo fare una sorta di prevendita, il libro sarà auto prodotto con la Casa Editrice “VIRIDIANA“. Quando avrò notizie più precise informerò tutti.

L’ ultimo progetto, ma non ultimo per importanza, sarà quello di raccogliere tutte le poesie scritte dal Babbo, cercare di catalogarle per periodo o argomento e farne ovviamente un libro.

Il Babbo me lo diceva sempre “toccherà a voi occuparvi della pubblicazione delle mie cose” e io lo farò con vera gioia, anche se, come dicevo a lui, avrei preferito lo avesse fatto lui, in vita.

Di cose da fare poi ce ne sono tante, la sua libreria è piena zeppa di libri tutti da catalogare, i suoi cassetti pieni di opere mai pubblicate, le sue camere piene di giornali raccolti negli anni dove sono stati pubblicati i suoi articoli.

Piano piano, cercheremo di fare tutto, e spero anche con il vostro aiuto!

Sara Pecchioli


Il Topo Teatro Magnolfi 15/16 Dicembre 2012

Il 15 ed il 16 Dicembre 2012 andrà in scena  “Il Topo” di Raffaello Pecchioli con la regia di Paolo Magelli, interpretato dagli allievi della scuola di formazione per giovani attori IL MESTIERE DEL TEATRO:
Francesco Argirò, Francesco Bentivegna, Sara Bonci, Matteo Brini, Tommaso Carli, Laura Ceccherini, Valentina Cipriani, Alessandro Conti, Guendalina Degl’Innocenti, Francesco Dendi, Claudia Domenici, Ciro Gallorano, Maria Elena Gattuso, Lorenza Guerrini, Adelaide Mancuso, Giulia Mercati, Antonella Miglioretto, Stefania Spinapolice.

Per lo spettacolo è stata realizzata la colonna sonora da Andrea Franchi.

L’album esce il 13 dicembre 2012

” Ho usato tutto me stesso, tutta la mia esperienza e la giusta emozione per comporre i brani dell’album seguendo le impronte di Jack il topo, del bambino Carruba, della sensibilità del narratore. Questo disco è dedicato a Raffaello Pecchioli, poeta, che mi ha sempre sostenuto nel mio lavoro.”

Due canzoni tratte dagli scritti di Pecchioli chiudono il cerchio: “Bisenzio” e “La piccola morte”; che si svincolano dalla favola del libro e diventano narrazione.

Intro Gocce – Sambatopa – Carruba – Ballo onirico – Gocce delay – Giove – Entra straniero – Bisenzio – Archi della morte – Morte dello straniero – Carruba tango – La piccola morte

Registrato e prodotto nel 2012 al Little Demonio Studio – Bagnolo Prato

Produzione artistica Andrea Franchi Mastering Guglielmo Ghando Gagliano

Disegno e desing grafico Sara Pecchioli

I Testi dei tre brani:

Bisenzio

Sei cadavere senza colori

fiume della nostra prima infanzia

privo del tuo lucco d’oro

scivoli nella mia stanza

Fiume d’olio nella primavera

liquami e polietilene

sgorgano nelle tue vene

Sortilegi di sirene

Privo della tua luna d’oro

scivoli nella mia stanza

Testo Paolo Magelli Andrea Franchi ; liberamente tratto da “Bisenzio” di Raffaello Pecchioli Musica Andrea Franchi

La piccola morte

La piccola morte è un piacere sottile

Oceano nel vento al sole

Il buio promette riposo

La luna è una lama

Ti amo mi afferri mia piccola morte

Hai deposto la tua linfa nel mio cuore da tempo

La piccola morte è un piacere sottile

L’oceano nella neve al sole

Ha ginestre come temi che tornano

Al tempo quieto

Testo Raffaello Pecchioli Musica Andrea Franchi

Etichetta : Stoutmusic

Hanno suonato e cantato:

Lorenzo Franchi : Carruba in Carruba Tango

Maurizio Petrucci : pianoforte in Bisenzio

Marco Burroni : basso in Bisenzio

Andrea Franchi : arrangiamenti, voci, batterie, percussioni, chitarre, basso, piano, programmazioni.

Voci e cori : Compagnia del Teatro Metastasio “Il mestiere del teatro”


Post Navigation

 
Follow

Get every new post on this blog delivered to your Inbox.

Join other followers: