Perché questo blog

Dovevamo farlo prima, quando ancora lui avrebbe potuto indicarci come meglio rappresentarlo, ma pensavamo che ci sarebbe stato più tempo. Quando il 18 Febbraio di questo anno, 2012, è partito, nessuno di noi avrebbe voluto crederci, pensando che forse stavamo solo vivendo un incubo dal quale presto ci saremo svegliati. Presto, troppo presto,  per noi che, come figlie, seppur già adulte, avevamo ancora bisogno del nostro Babbo, e per lui, che tanto ancora aveva da dire, da fare, da insegnare e condividere.

Questo blog, a lui dedicato, è una impresa ardua per noi. Io e le mie sorelle, non abbiamo ereditato le sue doti letterarie, né la sua capacità di scrivere poesie, racconti, e non abbiamo la sua cultura, che era veramente senza confini. Ci muovono però altri fattori, altrettanto importanti, l’ amore verso di lui principalmente, e poi la sensibilità, il desiderio di giustizia, la passione verso le belle cose, che lui ci ha sempre trasmesso. Raffaello Pecchioli non deve essere dimenticato, e noi vogliamo metterci il nostro impegno.

A pochi giorno dalla sua scomparsa,  Umberto Cecchi, scrittore, giornalista e amico del Babbo, scrisse:

Morire da Poeta

Lunedì, 20 Febbraio 2012

di Umberto Cecchi

PRATO – I poeti non muoiono: si trasferiscono altrove, in un mondo finalmente tutto loro, dove nessuno dirà mai, come accade qui da noi, che sono dei perdigiorno. Raffaello Pecchioli era un poeta. E questo era il suo unico e massimo pregio. E non è poco. Era un poeta intrattabile, scorbutico, guardingo, chiuso nel suo mondo dove solo pochi eletti potevano entrare. Io ero uno dei quelli. E gliene sono sempre stato grato. (…) Clicca qui per continuare a leggere l’ articolo

Mi piace tanto quel “si trasferiscono altrove in un mondo finalmente tutto loro” e spero davvero che sia così, dato che questo, di mondo, lo ha sempre emarginato.

Abbiamo creato questo spazio web per ricordare nostro Padre, come uomo e come artista, e per ricordarlo a voi. Qui raccoglieremo poesie, ricordi, aneddoti, notizie, racconti, e saremo liete di farlo con e per chi gli ha voluto bene e lo conosceva, per certi aspetti sicuramente, meglio di noi.

Grazie di cuore a chi vorrà partecipare a questo progetto dedicato a Raffaello Pecchioli.

Sara Pecchioli

2 Thoughts on “Perché questo blog

  1. Fabrizio Orrigo on 25 novembre 2012 at 11:23 said:

    Lo conobbi nel 1997, quando collaboravo con Andrea Franchi, amico di entrambi. Vorrei che potessero tornare quei pomeriggi di voli pindarici con lui e Andrea, troppo pochi: a breve ci saremmo persi di vista e nessuno allora poteva immaginare che ci avrebbe lasciato così presto. Ma d’altronde Raffaello era abituato a volare sempre alto!

    • Saraovic on 6 dicembre 2012 at 21:15 said:

      Grazie, ogni ricordo, commento, pensiero verso di lui è bene accetto e ce lo fa sentire più vicino.
      Ci ha lasciato davvero troppo presto. Ancora non riesco a digerire questa cruda realtà, fatta di silenzi obbligati, di pianti incontrollati, di teneri ricordi, di momenti bui, di tuffi nel passato, di rassegnazione, di rabbia. Sono fortunata poi mi dico. Il Babbo ci ha lasciato un’ infinità di cose sue da leggere, centinaia di poesie, racconti, libri ancora da pubblicare… Questo è un bel regalo, e dedicarmi a riscoprire le sue opere me lo fa sentire più vicino, immagino che lui mi possa vedere ed essere orgoglioso, e sereno, finalmente. Sara

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