{"id":23,"date":"2012-10-03T15:30:13","date_gmt":"2012-10-03T13:30:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.raffaellopecchioli.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/7_lalcefaloeilbaobab1.jpg"},"modified":"2012-10-03T15:30:13","modified_gmt":"2012-10-03T13:30:13","slug":"7_lalcefaloeilbaobab","status":"inherit","type":"attachment","link":"https:\/\/www.raffaellopecchioli.it\/sito\/galleria-libri\/7_lalcefaloeilbaobab\/","title":{"rendered":"L&#8217; alcefalo e il baobab"},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","template":"","meta":{"site-sidebar-layout":"default","site-content-layout":"","ast-site-content-layout":"default","site-content-style":"default","site-sidebar-style":"default","ast-global-header-display":"","ast-banner-title-visibility":"","ast-main-header-display":"","ast-hfb-above-header-display":"","ast-hfb-below-header-display":"","ast-hfb-mobile-header-display":"","site-post-title":"","ast-breadcrumbs-content":"","ast-featured-img":"","footer-sml-layout":"","theme-transparent-header-meta":"","adv-header-id-meta":"","stick-header-meta":"","header-above-stick-meta":"","header-main-stick-meta":"","header-below-stick-meta":"","astra-migrate-meta-layouts":"default","ast-page-background-enabled":"default","ast-page-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-5)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}},"ast-content-background-meta":{"desktop":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"tablet":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""},"mobile":{"background-color":"var(--ast-global-color-4)","background-image":"","background-repeat":"repeat","background-position":"center center","background-size":"auto","background-attachment":"scroll","background-type":"","background-media":"","overlay-type":"","overlay-color":"","overlay-opacity":"","overlay-gradient":""}}},"class_list":["post-23","attachment","type-attachment","status-inherit","hentry"],"description":{"rendered":"<p class=\"attachment\"><a href='https:\/\/www.raffaellopecchioli.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/7_lalcefaloeilbaobab1.jpg'><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"181\" height=\"300\" src=\"https:\/\/www.raffaellopecchioli.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/7_lalcefaloeilbaobab1-181x300.jpg\" class=\"attachment-medium size-medium\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.raffaellopecchioli.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/7_lalcefaloeilbaobab1-181x300.jpg 181w, https:\/\/www.raffaellopecchioli.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/7_lalcefaloeilbaobab1.jpg 337w\" sizes=\"(max-width: 181px) 100vw, 181px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Forse \u00e8 l&#8217; ultimo &#8220;bardo&#8221;; o piuttosto \u00e8 il primo dei nuovi &#8220;bardi&#8221; che verranno dopo di lui per tentare, come fa lui da anni, di raccogliere in un unico universo poetico le sfaccettate realt\u00e0 quotidiane. Senza escludere nulla del fluire dei giorni e degli anni. Raffaello Pecchioli ha infatti, dentro, la rabbia del tempo, ma ha anche altre cose che ormai molti hanno dimenticato e che sono invece il nocciolo della poesia: ha prima di tutto il senso di una lingua come segno, l&#8217; uso fantastico e piano delle parole prese per quello che sono; ha il senso per della narrazione, lungo la quale si perde difficilmente, riuscendo a riprendere, pagine e pagine dopo, un attacco appena accennato precedentemente, a saldare una sfumatura appena intravista facendola diventare chiave di volta di tutto il discorso; ha infine la dote, rara, di uscire dalle sedie del coro, tutte ben allineate, una accanto all&#8217; altra, lustre per lo struscio di migliaia di glutei avvolti di panno buono, e di intonare un assolo che \u00e8 diverso da ogni altro canto, che non \u00e8 anticonformista per moda ma per urgenza d&#8217; esistere. La stessa urgenza che costringe Pecchioli a inventarsi il verso strappandolo con violenza alla prosa,e, frantumandolo, violentarlo fino al punto di rottura totale per farlo diventare ora salmo ora bestemmia, ora dolcissimo &#8220;lied&#8221; compunto sulla sua brava scala sonora, ora jazz impazzito di fantasie foniche.<br \/>\nNiente trascura il &#8220;bardo&#8221; pur di abbracciare tutta la possibilit\u00e0 di raccontare; e l\u00e0 dove il racconto sembra racchiudersi in se stesso, impenetrabile, \u00e8 il momento di prestare la maggiore attenzione perch\u00e9 dalle profondit\u00e0 dove sembra essere finito, il verso riemerge improvviso, la narrazione esplode in un nuovo filone e la poesia si reinventa, come se si fosse scoperta dentro, in quel momento, per la prima volta, la sua vera funzione di poesia.<\/p>\n<p>Due temi base ha dentro, infatti, questo &#8220;Alcefalo e il bao-bab&#8221;, i temi tradizionali di tutta l&#8217; opera di Pecchioli, quelli del &#8220;bardo&#8221;: politica e sesso, che stanno alla base dell&#8217; uomo e delle sue storie; due temi che sono poi i temi specifici di tutti i classici, dai greci in poi, e che oggi, un p\u00f2 per paura, un p\u00f2 per scarsa capacit\u00e0 sono stati relegati a ruoli secondari. Una poesia quindi profondamente impastata di materia, decisamente terrena, che trova nel sesso la forza continua di rinvigorirsi e di rigenerarsi senza ipocrisie o tentennamenti.<\/p>\n<p>Una volta, scrivendo di Pecchioli, mi trovai sulla pagina Neal Cassidy, l&#8217; ispiratore di &#8220;On the road&#8221;, strana musa precocemente spezzata di Ginsberg e della generazione &#8220;beat&#8221;: c&#8217; era entrato da se, senza chiedere il permesso, su quella pagina, semplicemente perch\u00e9 la sua carica sessuale, la sua carica verbale, la sua ribellione e la sua volont\u00e0 di essere uno al di fuori del coro rappresentava quella stessa forza poetica terrena che \u00e8 propria di Raffaello Pecchioli e che costituisce un tutto unico della sua poesia: da &#8220;Primavera nera con fiori&#8221;, dove le nuove generazioni guardano con rabbia alle promesse non mantenute dalla resistenza; a &#8220;La piccola morte&#8221;, dove l&#8217; uomo, naufraga nel dolore sesso e nel dolore morte sfogliando le pagine di una intima cronaca violentata, fino a questo &#8220;Alcefalo e il bao-bab&#8221; che prosegue il cliclo di una rivolta mancata, di una rabbia non placata, ma anzi alimentata ancora pi\u00f9 da delusioni pi\u00f9 radicate, da offese pi\u00f9 profonde, da cronache sempre pi\u00f9 deludenti.<\/p>\n<p>So di non essere d&#8217;accordo con Pecchioli se dico che il suo essere &#8220;bardo&#8221; non nasce, per me, da quel Maijakowskij che lui ha come maestro di intelletto, n\u00e9 nasce dal filone rivoluzionario della poesia sovietica, ma nasce piuttosto con il meglio della poesia americana del secolo scorso e di oggi. &#8220;Bardi&#8221; cos\u00ec ce ne son stati pochi negli ultimi cento anni: uno di questi \u00e8 senza dubbio Walt Whitman, che fece della sua terra e della storia di quella terra, che fece degli uomini  e delle loro passioni, che fece della morte e del sesso il motivo primo della sua poesia. Cos\u00ec mi sembra per Pecchioli, che ha fatto della nostra storia, delle nostre illusioni quotidiane, delle nostre affollate solitudini, dei nostri consensi corali, dei nostri amori sessuali intellettuali il materiale terreno sul quale rompersi denti e cervello. &#8220;Bardo&#8221; senza salotti per discutere i suoi canti, poeta senza corti benevoli alle quali raccontare i suoi versi, uomo racchiuso in un guscio di solitudine, rivoluzionario senza fucile, Pecchioli resta, per chi sappia leggerlo, un fatto unico nella poesia del nostro tempo. Sono necessari una gran rabbia e un grande amore, una immensa solitudine e una allucinata speranza di verit\u00e0 per mettere insieme la grande febbre dell&#8217;  &#8220;Alcefalo e il bao-bab&#8221; che si presenta come una completa rilettura che il poeta voglia fare di se stesso, dei suoi versi e della sua vita, ma che alla fine, in una specie di delirio fatto di immagini, sensazioni, ricordi, tutto quanto viene riconfermato e approfondito. perch\u00e9 in fondo realt\u00e0 \u00e8 andarsene &#8221; da solo nel bosco \/ con in tasca \/ i triangoli dell&#8217; incomprensione&#8221;. Ed \u00e8 una incomprensione che riporta alla solitudine, all&#8217; allucinato scriver gi\u00f9 versi drogati di nicotina e di passioni alla ricerca di quei perch\u00e8 elementari che improvvisamente hanno reso ancora pi\u00f9 grande l&#8217; amore delle cose vissute. Siano questi amore o sesso, amore o rivolta, amore o disperazione:<br \/>\nl&#8217; amalgama che fa vivere e che ha fatto nascere questa voce solitaria fuggita dal coro che \u00e8 la poesia di Pecchioli.<\/p>\n<p>Umberto Cecchi<\/p>\n<div id=\"fb_share_1\" style=\"float: left; margin-right: 5px;\"><a name=\"fb_share\" type=\"button_count\" share_url=\"https:\/\/www.raffaellopecchioli.it\/sito\/galleria-libri\/7_lalcefaloeilbaobab\/\" href=\"http:\/\/www.facebook.com\/sharer.php\">Share<\/a><\/div><div><script src=\"http:\/\/static.ak.fbcdn.net\/connect.php\/js\/FB.Share\" type=\"text\/javascript\"><\/script><\/div>"},"caption":{"rendered":"<p>1977<br \/>\nL\u2019ALCEFALO E IL BAO-BAB<br \/>\nPoemetto<br \/>\nCasa Editrice Viridiana<\/p>\n"},"alt_text":"","media_type":"image","mime_type":"image\/jpeg","media_details":{"width":"337","height":"556","hwstring_small":"height='96' width='58'","file":"2012\/10\/7_lalcefaloeilbaobab1.jpg","sizes":{"thumbnail":{"file":"7_lalcefaloeilbaobab1-150x150.jpg","width":"150","height":"150","source_url":"https:\/\/www.raffaellopecchioli.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/7_lalcefaloeilbaobab1-150x150.jpg"},"medium":{"file":"7_lalcefaloeilbaobab1-181x300.jpg","width":"181","height":"300","source_url":"https:\/\/www.raffaellopecchioli.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/7_lalcefaloeilbaobab1-181x300.jpg"},"full":{"file":"7_lalcefaloeilbaobab1.jpg","width":337,"height":556,"mime_type":"image\/jpeg","source_url":"https:\/\/www.raffaellopecchioli.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/7_lalcefaloeilbaobab1.jpg"}},"image_meta":{"aperture":"0","credit":"","camera":"","caption":"","created_timestamp":"0","copyright":"","focal_length":"0","iso":"0","shutter_speed":"0","title":""}},"post":8,"source_url":"https:\/\/www.raffaellopecchioli.it\/sito\/wp-content\/uploads\/2012\/10\/7_lalcefaloeilbaobab1.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raffaellopecchioli.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media\/23","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raffaellopecchioli.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/media"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raffaellopecchioli.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/types\/attachment"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raffaellopecchioli.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raffaellopecchioli.it\/sito\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=23"}]}}