Un divorzio non consensuale

E’ molto che non scrivo su questo blog, in realtà avrei voluto farlo per dare finalmente la notizia della pubblicazione del libro di mio padre, ma purtroppo questa notizia non ve la posso dare. Ai molti che mi chiedono notizie sulla prossima uscita del libro, rispondo con questa lettera:

Lo scorso Maggio, un caro amico, mi aveva parlato di una casa editrice molto valida di Firenze, alla quale avrei potuto sottoporre il libro. Decido, insieme alle mie sorelle, di provare,  inviando il manoscritto. Dopo la lettura del romanzo da parte di persone qualificate mi comunicano la loro disponibilità a pubblicarlo, con la clausola della stipula di un contratto, e l’ impegno da parte nostra dell’ acquisto di 300 copie del libro a 10 euro cad. Per me e le mie sorelle la cifra é importante, ma allettati dal fatto che ci promettono la distribuzione del libro a livello nazionale, decidiamo di imbarcarci in questa avventura.

Firmiamo l’ accordo e in quella occasione ci viene comunicato che i diritti d’ autore rimaranno di proprietà della casa editrice per i prossimi 20 anni. Decidiamo insieme all’ editore di apportare una rilettura del testo da parte di un editing per eliminare errori di battitura ed eventuali refusi, operazione che ci costa 250 euro ma che decidiamo di fare per avere il meglio per il libro di nostro padre.

Arriviamo a fine luglio, l’ editore mi invia una decina di pagine corrette per verificare se ci siamo capiti sul tipo di intervento da fare, e dopo qualche giorno rispondo che no, non ci siamo capiti, ribadisco che non voglio siano apportate modifiche al testo, ne correzioni di parole, di frasi o periodi, ma solo le correzioni ortografiche, di punteggiatura e refusi.

Dopo un mese, il 25 agosto per la precisione, mi arrivano tutte le 300 pagine corrette. L’ intervento fatto al libro é ancora troppo pesante e decido di incontrarmi con l’ editore per discuterne.

L’ incontro avvenuto i primi di settembre é meglio che non ve lo racconto, diciamo che tra me e l’ editore si sono create delle divergenze e delle incomprensioni importanti, e dopo aver pagato i 250 euro per un editing, per me, completamente da rifare, me ne vado con l’ intenzione di parlarne con le mie sorelle e decidere il da farsi.

Ed eccoci al dunque. Decidiamo di interrompere il lavoro, in quanto per noi, é decaduta la fiducia e la tranquillità che occorre tra due parti che si impegnano per un progetto comune. Spieghiamo gentilmente all’ editore che ci vogliamo tirare indietro, disponibili a sostenere qualsiasi cosa sia richiesta per annullare il contratto e riavere il libro di nostro padre.

Ma la risposta dell’ editore non é positiva, ad oggi, si oppone ad annullare il contratto e quindi di conseguenza, blocca noi ad un eventuale altra pubblicazione, in quanto, con il contratto ancora in essere, i diritti d’ autore del libro di mio padre, sono loro,  per 20 anni.

Sono molto amareggiata, non capisco perché si debbano impuntare ad avere un manoscritto che mai pubblicheranno e di cui non gliene importa niente ( l’ editore non lo ha neppure letto!), impedendo a noi di poterlo utilizzare. Ho cercato di spiegare il valore affettivo che questo libro ha per noi, a scusarmi, a ribadire che siamo disposte ad assumersi le nostre responsabilità nel caso ci fossero delle penali da sostenere, ma niente, questo divorzio non può essere consensuale.

Ecco il motivo per cui ancora il libro non é stampato, mi dispiace che la nostra poca esperienza in merito, ci abbia portato a questa  situazione. Posso dire che faremo tutto quello che é in nostro potere per riavere ciò che é nostro, e sono sicura che ce la faremo, prima o poi. E  lo pubblicheremo, a Prato, tra noi, come ha sempre fatto nostro padre, con l’ amore e la determinazione di un Artisita che amava scrivere, che era libero, e che si teneva lontano, sempre, dalle persone di scarsa sensibilità.

Sara Pecchioli

 

 

 

 

 

 

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